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AMARCORD ENIO HOME PAGE DIETA SALUTE

 

24 settembre 2003

Domenica, primo giorno di un settembre 2002 strano, iniziato in maniera incolore e finito in un pronto-soccorso di un ospedale di Monza, il San Gerardo, attaccato a una quantità di elettrodi lottando tra la vita e la morte nel bel mezzo di un infarto...

 

24 -09 2003 - Riabilitazione ad Arco di Trento


Dopo una decina di mesi di lavoro in laboratorio, vengo richiamato all'Eremo di Arco, per un secondo ciclo di riabilitazione. Non sarebbe necessario, ma lo faccio in quanto mi viene fornito dalla ASL della regione Lombardia e in più posso fare tutti i controlli strumentali in una sola settimana. Arrivo in clinica alle ore 9.00 e dopo l'accettazione si va in camera per riposare. Alle 12.00 si mangia in sala e si deve scendere con la tuta e le ciabatte. Pomeriggio passeggiata intorno all'ospedale e si socializza con i nuovi compagni, cercandone di quelli che erano presenti alla prima riabilitazione. Alle 7.00 si cena e poi si è liberi per la notte. Alle ore 7.00 sveglia, ci si pesa ( 90.6 Kg, sono ingrassato, il fumo che ho smesso da un anno incomincia ad avere la sua influenza), alle 7.15 mi prelevano il sangue, a digiuno dalla mezzanotte, con successiva raccolta dell'urina. Alle 8.15, radiografia del torace con ingurgitamento di una pappina opaca, simile al dentifricio, insapora e inodore. Alle 10.20 mi fanno l'ecocardiografia da cui risulta che la valvola (idraulica) Aortica funziona perfettamente, l'Aorta (diametro) non è ingrossata e il Ventricolo sinistro (lievemente atrofizzato) è nella norma. Alle 11.00 ho la prima seduta in palestra, con l'effettuazione di un Test Da

sforzo ( 90/100 Watt teorici ), cardiogramma e misurazione della pressione ( 130/80). La frequenza cardiaca, dopo aver preso il Lopresor (1/2 compressa alle 8.00), si mantiene su 90 e 100, si decide di impostare una frequenza di allenamento sotto i 90 ( Max frequenza consentita sotto sforzo è pari a 200-età del paziente). Domani si parte con due sedute giornaliere di fitness e una di piscina. Alle 14.00 mi visita il Dietologo e mi misurano il BMI e decidono che debbo scendere di peso. Mattino, 1 ora di bicicletta a 70 Watt di potenza con una velocità di 75 Km/Ora con misurazione della pressione arteriosa all'inizio (130/75) a metà dello sforzo (180/80) e verso la fine (190/90). Caffè a colazione senza zucchero, senza panino ne brioche, l'intento e di far scendere il BMI sotto 30 (BMI= Peso diviso l'altezza elevata al quadrato). Pomeriggio tappeto con frequenza di 106 ad una velocità di 5 Km/Ora e con una pendenza del 5%, dopo 15 minuti la frequenza scende a 100, la velocità si posiziona a 4,5 Km/Ora e la pendenza me la lasciano al 5%, con la pressione che si posiziona su 140/80, si procede così per altri 30 minuti facendo una bella sudata salutare. Alle 16.00 si va in piscina, muniti di cuffia, e si eseguono esercizi a corpo libero, in acqua per 1 ora. Alle 20 mi applicano un Holter da portare per 24 ore filate. Il giorno dopo si ripetono gli esercizi della prima giornata e così si va avanti per 15 giorni filati.

La pressione arteriosa è la spinta che il sangue esercita dall'interno sulle pareti delle arterie e dipende dalla gettata cardiaca della" pompa" cuore e dalle resistenze periferiche che sono determinate dalla resistenza al flusso delle arterie e dei vasi capi Ilari. La pressione massima o sistolica è la più elevata e corrisponde alla contrazione del cuore, la pressione minima o diastolica è la più bassa e corrisponde al momento di rilasciamento del cuore.

 

Numerosi studi hanno documentato che una pressione arteriosa elevata aumenta significativamente il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari come la cardiopatia ischemica (infarto miocardico, angina pectoris), le malattie cerebrovascolari come l'ictus ed altre patologie come la dilatazione aneurismatica dell'aorta e l'insufficienza renale. E' necessario perciò individuare se una persona ha la pressione troppo alta ed eventualmente trattarla per mantenere una pressione "normale" riducendo così il rischio di comparsa delle complicanze.

 

 


Vi sono numerosi strumenti che permettono di misurare la pressione arteriosa, anche automaticamente, con una discreta facilità. Sono costituiti da un manicotto gonfiabile che esercita dall'esterno una pressione capace di interrompere il flusso sanguigno di un' arteria superficiale di grosso calibro (solitamente l'arteria brachiale dell'avambraccio) e da un apparato (manometro) capace di misurare l'entità della contropressione esercitata dal gonfiamento del manicotto. Lo strumento più famoso è il manometro Riva-Rocci, quello con la colonnina di mercurio; ora in commercio prevalgono quelli aneroidi che posseggono una molla opportunamente tarata dove la lettura dei valori viene effettuata su un quadrante come quello di un orologio. Posizionando il fonendoscopio subito a valle del bracciale e sgonfiando lentamente si individuerà la pressione sistolica con il primo tono udibile e la pressione diastolica al momento della scomparsa. Attualmente sono presenti in commercio apparecchi automatici che sono in grado di rilevare autonomamente e con buona precisione i valori pressori.



Precauzioni nella misurazione della pressione arteriosa


. Bisogna essere tranquilli, a riposo da almeno 10-15 minuti.
. Non aver bevuto caffè né fumato nell'ultima mezz'ora.
. Non effettuare la misurazione entro 2 ore dai pasti principali.
. Il bracciale deve essere posto 2 cm sopra la piega del gomito in posizione tale da essere all'altezza del cuore.
. Il fonendoscopio (nella misurazione manuale non automatica) deve essere posto a valle del bracciale a livello della 

  pulsazione dell'arteria che è posizionata leggermente all'interno della linea mediana del braccio.
. Gonfiare il manicotto almeno 30 mm Hg sopra il valore massimo sospettato (si può sospettare palpando l'arteria

 radiale vicino al polso, quando non si sente più è verosimile che il manicotto abbia superato la pressione dell'arteria

 brachiale) o a 200 mm Hg.
. Sgonfiare lentamente il manicotto alla velocità di non oltre 2-3 mm Hg al secondo.
. È consigliabile eseguire 2 misurazioni a distanza di 3-4 minuti prendendo come valida la più bassa.
  Con gli apparecchi automatici tutto è molto più semplice ma vi sono alcune avvertenze:
. Preferire assolutamente gli apparecchi a bracciale piuttosto che quelli a polso,

 

ARTERIOSA
Un approccio al problema


 

. Controllare che siano omologati (per es. marchio CE),
. Provvedere a regolari controlli come consigliato dal produttore e comunque almeno ogni anno facendo il confronto

  con un apparecchio a mercurio.

                                                        
    Classificazione della pressione arteriosa


Sistolica (massima) mm He Diastolica(minima) mm H
Ottimale < 120 < 80
Normale < 130 < 85
 

Alta-Normale 130-139 85-89
Ipertensione di 1 grado (lieve) 140-159 90-99
 

Sottogruppo borderline 140-149 90-94
Ipertensione di 2 grado (moderata) 160-179 100-109

 

         

Valvola Aortica



Ipertensione di grado 3 (severa) >180 >110
Ipertensione isolata sistolica >140 <90
Sottogruppo borderline 140-149 <90


                       
Il trattamento dell'ipertensione arteriosa - Correzione dello stile di vita


 È il primo passo nel controllo dell'ipertensione arteriosa e talvolta, per raggiungere valori pressori nei limiti, è 

 sufficiente:
. Riduzione del peso corporeo se soprappeso (la riduzione di 5 Kg riduce la pressione arteriosa fino a 10 mmHg),
. Riduzione del consumo di alcol (max 30 gr di etanolo/giorno per gli uomini, 20 gr per le donne),
. Riduzione dell'introito di sodio (contenuto in alte dosi nel sale e nei cibi salati),
. Aumento dell'attività fisica, idealmente 45' minuti per 3-4 volte la settimana, a çarico lavorativo lieve-moderato

  (per esempio passeggiare a passo veloce )
.Sospensione del fumo


                                                                               
La terapia


Va decisa dal medico in base ai valori pressori, ai fattori di rischio concomitanti e alle altre patologie presenti. Esistono numerosissimi farmaci antiipertensivi molto efficaci. Talora è necessario modificare la terapia per la comparsa di effetti collaterali o per l'inefficacia in un certo tipo di paziente di quel determinato farmaco, ma quasi sempre è possibile trovare la terapia farmacologia efficace senza o con modestissimi effetti collaterali. Talora è opportuna una terapia "di associazione" ovvero l'utilizzo di 2 o più farmaci antiipertensivi contemporaneamente per una maggior efficacia o anche per ridurre gli effetti collaterali utilizzando dosi più basse di farmaci. Di solito la terapia farmacologia va continuata per tutta la vita; solo molto raramente è possibile una sospensione, ma è sempre necessario un at- tento controllo dei valori pressori perché quasi sempre questi pazienti dovranno riprendere i farmaci dopo qualche tempo.

                                                                               
   I controlli


In caso di ipertensione non complicata o in assenza di copatologie importanti (diabete, pregresso infarto miocardico, ictus ecc), è sufficiente eseguire un elettrocardiogramma all'anno e alcuni esami ematochimici (glicemia, azotemia, creatininemia, uricemia, sodiemia, potassiemia, colesterolemia totale e HDL, trigliceridi, emocromo completo) e l'esame del- le urine. Vi sono poi altri esami che in determinati pazienti possono esse- re indicati come l'ecocardiogramma, il fundus oculi, la microalbuminuria.

 

 

 

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