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AMARCORD ENIO HOME PAGE

 

9 dicembre 2002

Domenica, primo giorno di un settembre 2002 strano, iniziato in maniera incolore e finito in un pronto-soccorso di un ospedale di Monza, il San Gerardo, attaccato a una quantità di elettrodi lottando tra la vita e la morte nel bel mezzo di un infarto...

 

Donatella era venuta a prendermi prestissimo, ad Arco e sbrigate le formalità di rito di corsa a casa. Ho la mia ricetta di 20 giorni di Coumadin, una bella pista ciclabile lungo l'Adige, che all'inizio farò sicuramente a piedi, i dolori al petto sono diminuiti enormemente solo una leggerissima febbricella (37.3° 37,5°) mi tiene in casa, al computer e mi impedisce di uscire all'aria aperta come io vorrei. La testa, mano a mano che passano i giorni, mi gira sempre di meno e non debbo temere di rimanere in strada da solo. Si esce stamattina per il primo "buco", al Laboratorio Adige che diventerà "mio" ogni 15 giorni, cioè ogni volta che dovrò misurarmi il PT e fare il "fine tuning" del Coumadin. E' un laboratorio efficientissimo, ci sono 4 impiegate che ritirano le impegnative e ti indirizzano nelle rispettive (n° di 7) postazioni dove verrà effettuato il prelievo da altrettante infermiere. 10 minuti sono passati dalla presa del numerino che sono già fuori all'aria aperta, l'impegnativa e' per 3 mesi e mi spediranno il responso per e-mail a casa, se avessi necessità di sapere il valore prima all'1.00, si può telefonare e conoscere detto valore.

 

Questo numeretto è importantissimo per avere una vita serena e priva di guai, se è troppo alto si rischia l'ICTUS e se è troppo basso si rischia COAGULAZIONI. Inconvenienti nel mese di gennaio del 2003 ne ho avuti due, che meritano di essere segnalati. Il primo è capitato di sera, dopo aver mangiato un piattino di spaghetti, in bianco col solo olio, mi sono diretto verso la solita poltrona per vedere il telegiornale e non riuscivo ad andare dritto, cadevo tutto da una parte. Mi sono seduto e facevo fatica a tenere gli occhi aperti, mia moglie mi ha caricato a forza in macchina i mi ha portato al pronto-soccorso al S. Chiara di TN. Appena arrivati, mi hanno fatto subito la TAC e la misurazione di un particolare enzima nel sangue. Ricovero in osservazione per tre o quattro giorni, l'enzima che indica l'approssimarsi di un infarto torna al suo valore solito e il cardiogramma non evidenzia niente di preoccupante. Vengo dimesso e torno a casa con l'aggiunta alla solita razione di pastiglette di una Cardiaspirina al giorno da 100 mg. Tutto si posiziona per il meglio, ma se la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo: noto che le feci sono diventate scure da far paura e il dottore consiglia di fare il test del sangue occulto e una gastroscopia.  Mi reco al San Camillo, un'ospedale quì di TN per fare la gastroscopia e sarà che il dottore era nervoso o io che sono un testone, non riesco a ingoiare il probe ultrasonico, firmo e rinuncio all'esame. Siccome l'unica variabile alla dieta di pillole era la Cardio, ne sospendo l'assunzione e subito il colore delle feci torna normale. Io sono uno di quei 2 o 3 percento di persone che non può assumere l'Acetilsalicilico pena la formazione di ulcere e perdita di samgue nelle feci. Incomincio a fare le mie passeggiate di un'ora tutti i giorni, il controllo del PT è buono e con l'assunzione di un Cumadin un giorno e l'altro mezzo riesco a stabilizzarlo sul 2.7. I prelievi e i controlli dapprima ogni 3 giorni, poi ogni 7 si stabilizzano su uno ogni 15 giorni. Passa circa un mese tranquillamente e quando mi incomincio un pochino a rilassare e a non pensare a cosa mi è capitato, senza Valium o strizzacervelli, una mattina mi si gonfia la lingua e non riesco più a parlare e incomincio a strabuzzare gli occhi spaventandomi via via di più. Richiamo Donatella, facendo un gran fracasso, lei arriva e mi vede conciato in quel modo e urla :"Andiamo in Ospedale!". Il tempo di prepararci le cose da portare, adesso ero un esperto, e di vestirmi che tutto si affievolisce e scompare, il sintomo come era venuto se ne era andato. Decido di non andare al pronto soccorso, anzi mi faccio accompagnare in centro e me ne vado a messa. Faccio dopo pochi giorni una visita cardiologica col Dot. Dallago che mi fa un cardiogramma e mi controlla con lo stetoscopio dietro la schiena, mi riconferma la terapia, mi prescrive un Test da Sforzo, un Eco Cardio Color Doppler e mi rimanda a casa con la promessa di rivederci a Settembre con una cadenza semestrale. Costo della visita negli ambulatori dell'ospedale 85 euro. Donatella mi dice che per la salute sono sempre ben spesi i soldi... io vorrei vedere come fanno quelli che non li hanno da spendere! Siamo alla fine4 di Gennaio 2003, tutto procede bene e penso che ritornerò a lavorare a Febbraio o Marzo. Ho consumato tutte le giornate per le mie malattie, quasi 6 mesi e Galli, il sindacalista mi consiglia in caso di malattia di prendere ferie per non avere trattenute sullo stipendio. Ormai credo di essere fuori da quel lungo e buio tunnel... "al lavoro e poi si vedrà che di diman non v'è certezza" e quel 1° settembre mi pare ormai lontano anni luce. Ho avuto ancora 1 mese di convalescenza e presto torno a Milano nel laboratorio analisi, per continuare il mio lavoro di analista esperto in HPLC.

 

Intanto mi rimetto in forma. Ho preso la chiave all'ACI di Trento che mi permetterà di utilizzare qualsiasi bicicletta nelle rastrelliere sparse in città. Domani si incomincia. Parcheggiata la macchina nel parcheggio di san Severino, l'unico che permette di fare una sosta di 2 ore con disco orari, in tutta la città; quello, per intenderci, vicino alla stazione della metropolitana. Tiro fuori la mia chiavetta e sfilo una "bici gialla" e inforcatala mi dirigo, sulla pista ciclabile, quella  a fianco al fiume Adige, verso Ravina. La bici che ho beccata è la n° 22, è dura da pedalare, mi richiede uno sforzo anche se la strada è il lieve discesa. Pian pianino percorro i miei 5 kilometri (il percorso sulla ciclabile è segnato per terra ogni 200 metri) oltrepassando il ponte di Ravina e mi avventuro sulla ciclabile ben oltre l'accampamento, fatto di casette di legno e occupati degli zingari. Calcolando il mio affaticamento e l'energia da spendere per fare il percorso inverso, mi fermo un attimo a riposare sulla panchina di legno e poi riparto. Trenta minuti dopo sono al parcheggio delle macchine per ritornarmene a casa e farmi una bella doccia. Questo per un mese intero, avanti e indietro, ah! dimenticavo la bici l'ho cambiata oggi uso la n°16 che è leggermente più leggera da pedalare. Alle 11,00 di nuovo in centro a trovare Donatella che lavora al museo di Piazza Cesare Battisti, quello per intenderci che conserva ancora intatta, la famosa strada romana. Caffè al bar della Illy-Cafè e si decide dove andare a fare uno spuntino. Si sceglie il bar Trieste, quello della nostra amica Franca e si opta per due mega bruschette con due bei bicchieroni di birra "bionda". Io me ne torno a casa e aspetto il ritorno della miaq "amata" verso le 19.30...

http://www.comune.sansalvo.gov.it/archivi/immagini/2014/B/bike_sharing.jpg

 

 

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