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4 dicembre 2002

Domenica, primo giorno di un settembre 2002 strano, iniziato in maniera incolore e finito in un pronto-soccorso di un ospedale di Monza, il San Gerardo, attaccato a una quantità di elettrodi lottando tra la vita e la morte nel bel mezzo di un infarto.

PERCHÉ PUÒ ESSERE NECESSARIO SOSTITUIRLA?


La valvola aortica può ammalarsi per diversi motivi: vi può essere una anomalia congenita che può richiedere la correzione subito, se grave, oppure predisporre ad una degenerazione che avviene più tardi nella vita; oppure vi possono essere delle malattie acquisite che colpiscono la valvola aortica.   

 

 

Valvola normale (a sinistra) e bicuspide (a destra)

 

L'anomalia congenita più frequente e' data dalla bicuspidia. In genere la valvola aortica ha tre lembi valvolari o cuspidi, ma a volte può presentarne soltanto due. Una valvola bicuspide e' presente nell'1 - 2% della popolazione, e rappresenta la seconda causa più frequente di alterazione tale da richiedere l'intervento. Queste valvole possono funzionare relativamente bene per molti anni prima di diventare stenotiche (cioè con un orifizio troppo stretto) oppure insufficienti (cioè non più in grado di chiudersi bene). La causa più frequente di malattia valvolare necessitante la sostituzione e' la degenerazione senile (immagine a sinistra). Questo significa semplicemente che la valvola, invecchiando, si indurisce e vi si depositano noduli di calcio che ne impediscono il funzionamento. La seconda causa più frequente e' la malattia reumatica (immagine a destra), che provoca fusione e retrazione cicatriziale dei lembi, lasciando una valvola allo stesso tempo stenotica ed insufficiente. Altre cause meno frequenti di valvulopatia aortica comprendono le infezioni (dette endocarditi), il prolasso di una cuspide e le malattie dell'aorta stessa, come aneurismi e dissezioni. 

 

 

              4 dicembre 2002

 

 QUALI SONO I SINTOMI DELLA VALVULOPATIA AORTICA ? 


Una valvola aortica malata può causare una serie eterogenea di sintomi, che comprendono affaticabilita', dispnea da sforzo, angina pectoris, palpitazioni, vertigini e sincopi. Quando la valvola e' stenotica il ventricolo sinistro deve generare una pressione più alta per spingere il sangue a tutto il corpo. Questo causa ipertrofia (cioè ingrossamento) del muscolo cardiaco, predisponendolo ad aritmie ed allo sviluppo di sintomi di angina. Inoltre il ventricolo non si svuota completamente, e questo ristagno di sangue eventualmente si ritrasmette all'indietro fino ai vasi dei polmoni, causando dispnea (difficoltà di respiro) dapprima da sforzo e poi anche a riposo. Infine, in particolari situazioni il cuore può non riuscire a pompare abbastanza sangue

 

 

per mantenere normale la pressione sanguigna nelle arterie (in particolare quelle del cervello), e questo causa vertigini e sincopi (svenimenti). Quando invece la valvola e' insufficiente, parte del sangue pompato ritorna nel ventricolo sinistro causando un sovraccarico di volume e poi una dilatazione del ventricolo stesso. La dilatazione a lungo andare provoca uno sfiancamento delle pareti e l'insorgenza di sintomi di scompenso cardiaco. Inizialmente i sintomi sono presenti sotto sforzo, ma col progredire della malattia compaiono per sforzi sempre più lievi ed infine anche a riposo. Questo può causare l'impossibilita' a dormire in posizione orizzontale o portare a bruschi risvegli per la difficoltà di respiro. Un altro segno di scompenso e' il gonfiore alle caviglie, specialmente alla sera. I farmaci possono aiutare per un certo periodo ad alleviare i sintomi, ma quando la funzione valvolare decade, il Vostro cardiologo Vi raccomanderà di andare dal cardiochirurgo per programmare l'intervento. Alcuni test (ecocardiogramma, cateterismo cardiaco con coronarografia) aiuteranno a stabilire il momento più adatto per l'intervento e ad escludere eventuali patologie concomitanti (per esempio una coronaropatia ). 

 

 

 

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